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Gabriella La Rovere racconta l’autismo insieme a sua figlia Benedetta

Il 7 aprile Gabriella La Rovere accompagnata per la prima volta dalla figlia Benedetta Ticchi torna in scena al Teatro Consorziale di Budrio con “Storia di un’attinia e di un paguro Bernardo”, monologo dedicato ai ragazzi dell’I.I.S. Giordano Bruno di Budrio.

Conosci l'autismo_15Gabriella La Rovere è un medico che da ventitré anni ha in cura una paziente molto speciale: Benedetta, sua figlia, nata con una malattia rara, la sclerosi tuberosa, e affetta da autismo. È una madre che non si ferma dinanzi a nulla.

Dopo il successo de “L’orologio di Benedetta”, volume autobiografico edito dalla casa editrice Mursia dove si possono leggere le avventure di una madre-medico e della sua unica paziente, sua figlia, La Rovere torna in scena con un monologo teatrale che da quel volume prende spunto: “Storia di un’attinia e di un paguro Bernardo – L’autismo, le battaglie e l’amore”. La rappresentazione è “un modo nuovo, realmente innovativo di presentare un libro perché la drammatizzazione consente di vivere empaticamente ciò che viene narrato, un po’ come trasformare i numeri in immagini”, spiega Gabriella. “Per la prima volta una mamma, non un’attrice professionista, decide di raccontare sé stessa e così facendo mette in piazza le difficoltà vissute da ogni genitore, fornendo gli spunti per un cambio radicale della visione d’insieme – prosegue –. Si può convivere con l’autismo nel momento in cui si abbandonano preconcetti e si cerca un linguaggio comune per comunicare. Dare alla persona autistica l’opportunità di esprimersi significa riconoscerla come persona. Questo è il primo, importante passo verso la felicità, sogno di ognuno di noi”.

Già invitata durante la rassegna “Questione di…PUNTI DI VISTA: CONOSCI L’AUTISMO” organizzata dell’Associazione Dicore all’Auditorium di Molinella a metà ottobre 2015, con uno spettacolo per più di 450 studenti dei licei di Molinella e Medicina (BO), Gabriella La Rovere torna in scena il 7 Aprile alle ore 9.00 al Teatro Consorziale di Budrio per i ragazzi dell’I.I.S. Giordano Bruno di Budrio. È proprio a loro che è diretto il monologo perché l’intento è quello di risvegliare il senso di appartenenza ad una comunità nella quale ognuno ha un suo valore, anche il disabile mentale. Per la prima volta, però, al fianco di Gabriella La Rovere ci sarà la figlia Benedetta Ticchi accompagnata dal Maestro Leonardo Ramadori.

Gabriella La Rovere è diventata attrice e autrice teatrale. Da mesi gira l’Italia con la sua pièce dedicata al rapporto di amorosa e soffocante simbiosi con sua figlia Benedetta. “Molinella è anche il luogo dove la dirigenza scolastica, su suggerimento della prof.ssa Bonzi e con il sostegno dell’Associazione Dicore, ha sposato in toto, senza alcuna esitazione e con grande entusiasmo, l’intenzione di portare il monologo nelle scuole scrive Gabriella. Gli studenti sono il pubblico più indicato ad ascoltare la storia di una delle tante madri con figlio autistico, perché saranno loro a doversi confrontare con i nostri figli quando noi non ci saremo più.”volantino BUDRIO aprile 2016

Benedetta TicchiChi è Benedetta?

Benedetta Ticchi, 23 anni, affetta da una malattia rara e da autismo secondario. Dotata di uno straordinario senso del ritmo, suona le percussioni da 3 anni sotto la guida del Maestro Leonardo Ramadori.

Nel 2013 ha partecipato a Londra all’evento internazionale “Autism’s got talent”, unica italiana invitata.

Ha un eccezionale orecchio musicale che le consente di imparare facilmente le lingue straniere. Parla e capisce perfettamente inglese e spagnolo, sta imparando tedesco e portoghese.

È una fan di Harry Potter, suo mito e alter ego. Il suo desiderio sarebbe poter incontrare Daniel Radcliffe.

La commedia Acid-Pop a favore di Dicore (foto)

“Mamma che fortuna” è un adattamento italiano di una famosa commedia canadese LES BELLES SOEURS di Michel Trembley del 1965, rappresentata spesso anche in Italia con il titolo LE COGNATE. Uno dei pochi spettacoli teatrali ad avere solo personaggi femminili in scena.

Questa versione, sotto forma di divertente commedia musicale, ripropone la pièce con un’ambientazione italiana che si svolge nel pieno boom consumistico edonista degli anni ’80.
Germana Guerrini in Lazzari, casalinga disperata della provincia emiliana, ha un’inaspettata botta di fortuna: vince un milione di punti per una “mega” raccolta di premi.
Potrà ottenere gratis tutti i fantastici prodotti dell’intero catalogo, un’intera casa, ma dovrà prima incollare i tantissimi punti ricevuti negli album della raccolta. Non è un’impresa facile e così Germana organizza una sorta di party, dove invita le sorelle Rosa e Gabriella e la cognata Teresa con la rispettiva suocera Olivia, un’anziana invalida e “alquanto molesta”. A dare man forte nell’operazione di incollaggio, arrivano poi molte vicine di case e amiche del quartiere: l’invidiosissima signora Broccarotta, la romantica e un po’ repressa Vera, Iva Longhi, una tipa che sembra sempre cadere dalle nuvole, Elide una signora molto snob, che si atteggia a donna di mondo e di cultura, ma che finisce per esprimersi con una serie di imbarazzanti strafalcioni, Renata e Angelina due amiche zitelle patite per il pettegolezzo e infine Lisa una ragazzetta del quartiere che nasconde un segreto.
Germana, abbagliata dai suoi sogni di rivalsa, alterna all’euforia per la vincita la rabbia contro Linda, la figlia indolente con cui non va d’accordo.
Intanto durante l’insolito party si scatenano piccoli e grandi battibecchi e trapelano questioni familiari mai risolte. Pierina, la quarta delle sorelle Guerrini, pecora nera della famiglia, si ripresenta all’ovile nel bel mezzo della festa, scatenando un putiferio che finirà, una volta per tutte, per smascherare le ipocrisie delle donne presenti.
Una commedia pop, comica e cinica che ci riporterà agli abbaglianti anni ’80 con i concorsi a premi, la tele-dipendenza sfrenata, i sogni da telenovela sud-americana, le canzoni più bizzarre e indimenticabili (da Raffaella Carrà a Claudio Cecchetto) e le più improbabili mode.
Una farsa senza peli sulla lingua rappresentata da un gruppo di “terribili” protagoniste nelle quali è facile riconoscere i propri vicini di casa, i peggiori amici e più insopportabili parenti, ma probabilmente anche qualcosa di tutti noi.

“Commedia acid-pop” liberamente tratta da “Le Cognate” di Michel Trembley.
Libero adattamento di Gabriele Bonsignori
Regia di Riccardo Marchesini